Altri ostacoli per la privatizzazione

Accordo 17 gennaio
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Vertenza ferie Gruppo Giudice Trementozzi
14 Febbraio 2008

Altri ostacoli per la privatizzazione

La decisione del TAR del Lazio di fissare al 20 febbraio l’udienza sulla richiesta di sospensione cautelare della trattativa in esclusiva tra Air France ed Alitalia, su ricorso di Airone, è l’ennesimo ostacolo alla soluzione dei problemi della compagnia di bandiera.
Ciò determinerà l’impossibilità ad assumere decisioni ‘pregiudizievoli’ tra le parti (in pratica chiudere la trattativa), rimandando ulteriormente il percorso di privatizzazione della compagnia.
Il ricorso al TAR è solo l’ultima mossa della cordata Air One, fiancheggiata da un gruppo di imprenditori, dalla SEA  e dalla Regione Lombardia, la quale, noncurante dei dati diffusi dal CdA Alitalia, che individuano in Malpensa il ‘buco nero’ finanziario della compagnia, continua a pretendere il mantenimento dell’attività Alitalia sullo scalo milanese.
Inutile elencare le responsabilità di chi oggi ritiene indispensabile la permanenza di Alitalia su Malpensa, ma che a suo tempo non ha fatto niente per rendere profittevole per Alitalia questo scalo ( infrastrutture, collegamenti, trasformazione di Linate in city airport ecc. ).Anzi ritenendo spesso un bene il fallimento della compagnia di bandiera.
Abbiamo invece visto che i vettori che avrebbero dovuto sostituire Alitalia sulle ‘ricche rotte degli aeroporti lombardi’ si sono defilate tutte Lufthansa, British, Ryanair, Blu Panorama, alcune pretendendo apertamente una politica di sostegno finanziario per operare le rotta lasciate dalla compagnia di bandiera.
Quello che oggi allarma è il pericolo che di fronte al marasma sollevato da lobby politiche, economiche e sindacali il vettore francese, anche a seguito delle eventuali decisioni del TAR, potrebbe abbandonare la partita. Aprendo uno scenario drammatico per migliaia di lavoratori.
Un azienda in agonia finanziaria, ostaggio dei soliti giochi di potere, alla quale si vuole impedire di avere un futuro all’interno di quello che sarebbe il più grande gruppo aeronautico civile del mondo.
I naviganti Alitalia hanno percepito chiaramente che su questa delicata partita si stanno scontrando  interessi estranei a quelli della salvezza e del rilancio dell’ azienda, e l’incertezza del quadro politico ed istituzionale, anche a seguito della caduta del governo, garante dell’intesa con i francesi, ha rinvigorito i detrattori di un’ auspicabile intesa con il gruppo francese.
Per quello che può contare, e crediamo che conti, i lavoratori dell’Alitalia non sono disposti ad accettare avventurismi e soluzioni di corto respiro, come appare la opzione Air One, operazione che tutti gli analisti obiettivi ritengono di carattere puramente finanziario e priva di un adeguato progetto industriale sostenibile.
 
Il rischio, oggi, è quello che mentre continua la disputa sulla ‘cura da adottare e sul medico curante’ il malato possa cessare di vivere. Con responsabilità chiare ed incontrovertibili.
 
Di fronte a questo scenario fatto di omissioni, ostruzionismi e negligenze, politiche e sindacali, le sigle aderenti alla FAN (ANPAC-ANPAV-AVIA) hanno deciso di scendere direttamente in campo con un azione ‘ad opponendum’ nei confronti della richiesta formulata al TAR del Lazio da Airone.
 
E’ in gioco il destino di tutti noi, e non abbiamo intenzione di restare a guardare.
 
Roma, 7 febbraio 2008
 
 
ANPAV – AVIA