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 EUROFLY

COMUNICATO ai LAVORATORI del Gruppo
 

Il Management del Gruppo ha un modo vecchio di concepire il rapporto con il personale, un modo paternalistico, quasi che l’Azienda abbia la funzione di “educare” le persone e laddove queste, ai suoi occhi, mostrino di non farsi educare, intervenire con durezza e severità, per ripristinare gli equilibri, spaventando.

Se il passaggio dell’AD tra i dipendenti, annunciato per questi giorni in Meridiana così come già avvenuto in Eurofly, ha questa finalità, è un passaggio inutile, perché è chiaro ormai che non si spaventa nessuno. Tutti sono consapevoli del proprio e dell’altrui ruolo e soprattutto tutti hanno coscienza del proprio apporto in termini di professionalità, rispetto dei doveri e non ultimo di sacrifici che hanno fornito nel corso degli anni.

Se, invece, questo passaggio dovesse essere un tentativo di allacciare rapporti con il personale in zona “Cesarini”, una specie di attenzione improvvisa nei confronti di chi verrà chiamato, a breve, a farsi carico del destino della propria azienda, in questo caso, il passaggio oltre che essere inutile, risulterà anche un po’ goffo e inaccettabile.

Non si costruiscono rapporti in pochi minuti, né si può pensare di costringere per mesi le persone a battersi per il riconoscimento dei loro sacrosanti diritti e poi chiedere loro amicizia, magari scambiando quattro chiacchiere davanti ad una macchinetta del caffè!

L’AD Gianni Rossi ha un preciso dovere in questo momento, quello di costruire un Piano Industriale vero e poi presentarlo all’esterno, in modo che le parti interessate, il mercato, gli investitori, i dipendenti attraverso le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni Professionali che li rappresentano, lo possano valutare.

Interesse dell’AD dovrebbe essere quello che di far si che questo Piano sia il più serio e credibile possibile: questo è quello che serve per far uscire le Aziende da un congiuntura difficile.

Per il momento, invece, l’AD ha raggiunto il risultato di veder concentrata la preoccupazione dei dipendenti, di tutte le categorie del Gruppo, in una comune giornata di sciopero dichiarata per il 10 giugno 2008, a testimonianza della sfiducia che ha saputo alimentare tra il personale e di quel rapporto che non ha saputo costruire nel tempo.

Ci auguriamo che lo stesso tipo di relazioni non le abbia con i soggetti esterni all’Azienda, con gli investitori e con il mercato e che anche nei confronti delle istituzioni locali, coinvolte a più riprese dal Sindacato sulla vicenda, abbia saputo fare di più e meglio.

All’Azienda servono investimenti, flotta, alleanze, capacità di scegliere mercati e realizzare strategie, vere strategie industriali e non solo finanziarie.

Tutto questo deve essere tra le preoccupazioni di un Manager che, oggi più che mai, serve capace, autorevole e credibile; il tempo che si sta perdendo serve solo a rendere più difficile una situazione già complessa e non potrà essere utilizzato per scaricare le responsabilità da sé, perché è chiaro a tutti che le responsabilità sono di chi dirige e non di chi è diretto.

SEGRETERIE  NAZIONALI   E   PRESIDENZE

Roma, 8 Maggio 2008