La crisi del trasporto aereo dentro e fuori i nostri confini. Modelli di ripresa a confronto

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Sulla crisi del settore del trasporto aereo in Italia si potrebbero scrivere dei libri ormai, sulla crisi del settore del trasporto aereo in Europa siamo ai primi capitoli.
La guerra contro il famoso nemico invisibile, il Covid 19, ci ha costretto a mettere in campo le nostre migliori sentinelle in tutti i settori dell’economia.
I due maggiori gruppi Lufthansa e Air France- KLM si preparano ad una cospicua iniezione di liquidità ad opera dei rispettivi governi.
Air France-KLM pare sia in trattativa con le banche per ricevere fino a 6 miliardi di euro in prestiti garantiti dai governi francese e olandese, proprio in prospettiva di un prolungato e sostenuto arresto delle operazioni. I due stati, che possiedono ciascuno il 14% di Air France-KLM, hanno messo in pausa la faida per il controllo societario per poter così affrontare la crisi di liquidità del gruppo. La soluzione alla fine potrebbe alterare comunque gli equilibri e approfondirne il conflitto poiché il dettaglio degli importi, anche se non finalizzato e ufficializzato prevede che Air France potrebbe ottenere circa 4 miliardi di euro di prestiti garantiti dalla Francia e KLM quasi 2 miliardi di aiuti dal parlamento olandese .
Stesso scenario ma con modalità e cifre diverse per Lufthansa che ha messo a terra il 90% della flotta. Da quanto si apprende dalle agenzie di stampa la compagnia aerea tedesca sta lavorando con le banche di investimento, che fungono da consulenti nei colloqui e con il governo tedesco. La società sta trattando per la concessione di prestiti e l’acquisto di equity da parte del governo per far fronte all’impatto delle severe misure messe in campo per il contenimento dell’epidemia, misure che hanno praticamente paralizzato l’operatività della compagnia. La somma in discussione potrebbe essere di diversi miliardi di euro.
In questo scenario ci si chiede se i mezzi e la poca disponibilità di liquidità di cui è stata dotata Alitalia dalle ultime disposizioni del governo, siano sufficienti a renderla nuovamente in grado di poter competere in un mercato così strutturato.
La necessità di disponibilità di cassa, per poter restare a galla, è proporzionale alla capacità di trasporto passeggeri che ci si aspetta di avere alla ripartenza, tale capacità, nel caso di Lufthansa e Air France- KLM, è indiscutibilmente maggiore a quella della nostra compagnia di bandiera. La predisposizione agli utili di Alitalia risulta ancora più critica se analizziamo il mercato del trasporto aereo all’interno dei confini. Il traffico aereo nazionale è ormai totalmente gestito dalle low cost, basti pensare che Ryanair è la prima in Italia per numero di passeggeri trasportati Alitalia solo la terza.
Dati simili rappresentano un vero e proprio elemento di alterazione del rapporto tra domanda e offerta, e potrebbero creare delle condizioni ostili alla ripartenza di Alitalia così come pensata al momento dal Governo.