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QUALE FUTURO PER I CASSAINTEGRATI DELLA VECCHIA ALITALIA?

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Uno strano e preoccupante silenzio è calato sulla problematica legata alla situazione dei circa 4300 cassaintegrati frutto dell’accordo governativo  che ha permesso la nascita della Alitalia CAI. In riferimento a quei colleghi che avevano già i requisiti di accesso alla pensione ma che sono stati penalizzati dalla riforma Fornero e a quelli  che, pur avendo il diritto alla ricollocazione nella nuova Alitalia(in virtù della loro anzianità ), furono lasciati in Cigs perché considerati( ma da chi? E in base a quale normativa?) “pensionabili”  durante il periodo di cassa integrazione / mobilità 

Ricordiamo che a tutt’oggi non risultano elementi che chiariscano se i discendenti del c.d.” Lodo Letta” possano considerarsi o meno salvaguardati dalle penalizzazioni pensionistiche inerenti la riforma Fornero.

L’aggettivo ”Esodato”, che ha drammaticamente preso piede nei vari comunicati ministeriali nonché nella recente dialettica politica , in effetti, non sembra essere esaustivo della situazione dei cassaintegrati Alitalia LAI.

Questo perché l’attribuzione di pensionabilità , in realtà, emerge solo dal fatto di non essere stato richiamato da CAI ( qualora l’anzianità- a norma della 223- lo avrebbe previsto). A tutt’oggi ,quindi, non esistono liste ufficiali di “pensionabili”  in possesso al Ministero del Lavoro o all’INPS e ancora oggi le istituzioni non danno risposte in merito.

Senza tener conto, poi, che dalla sottoscrizione del Lodo Letta ad oggi c’è stata più di una modifica pensionistica e già con il Ministero Sacconi ci fu un intervento legato all’aspettativa di vita che ritardava il requisito pensionistico già dal 2015…

L’Alitalia CAI, quindi,  decidendo a suo insindacabile giudizio chi era pensionabile e chi no, ha  di fatto creato un gruppo di lavoratori che, pur avendo diritto alla riassunzione, rischiano, invece, di non aver accesso alla pensione durante il periodo di ammortizzazione sociale prevista  e di trovarsi quindi senza alcun sostentamento economico.   

I criteri di queste “scelte” sono, tra l’altro, a tutt’oggi sconosciute visto che nei fatti sono stati compiuti grossolani errori di valutazione, vedi ad esempio la errata applicazione  dello “sconto”( 1 anno ogni 5 di volo)  non applicato a chi sta in cigs o alla considerazione  di un “periodo di preavviso” mai quantificato e, comunque,  totalmente  inesistente. Fatti, questi che produrranno degli inevitabili strascichi giurdico-legali.

Dei quasi 4300 cassaintegrati Alitalia Lai, attualmente, sono solo circa 200 quelli che accederebbero alla pensione per gli altri … il baratro. Nell’imminenza, quindi, dell’inizio della mobilità  auspichiamo un deciso intervento delle istituzioni su una problematica che, se non affrontata e risolta, produrrà devastanti conseguenze sociali. 

 

Roma, 5 settembre 2012                                                               

 

ANPAV