Retribuzione minima in maternità

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Retribuzione minima in maternità

Di seguito, stralcio della Circolare n. 3/2009 con oggetto “minimale di retribuzione valido ai fini contributivi per l’anno 2009”, emessa dalla Direzione generale IPSEMA in data
11 febbraio 2009.
 
Vi informiamo che a partire dal 1 gennaio 2009, il minimale di retribuzione è fissato in Euro 43, 49 (rateo giornaliero minimo).
 
Pertanto le mamme (in maternità da un contratto a tempo pieno) che percepiscono un rateo inferiore, hanno diritto in ogni caso all’adeguamento al minimo.
 
Vi invitiamo a contattarci, forniremo informazioni per il riconoscimento del “rateo minimo”
 
* Sono da verificare indennità di maternità i cui importi derivano/sono calcolati in presenza di contratti part-time.
 
Inoltre, rimaniamo a disposizione per effettuare il corretto calcolo del rateo, che, se superiore rispetto al rateo minimo e non già corrisposto, può essere rivendicato attraverso procedimento legale curato dal ns. Ufficio Legale.
 
 
Rimaniamo a disposizione per informazioni.
 
Roma, 30 marzo 2009
 
ANPAV
 
Minimale di retribuzione per il personale dipendente da aziende delle navigazione aerea (Fondo Volo)
 
Secondo quanto disposto dall’art. 1, comma 1, del D. Lgs. N. 164/1997, la retribuzione imponibile per il personale iscritto al Fondo Volo, è determinata, a decorrere dal 1/1/1998, ai sensi dell’art. 12 della Legge n. 153/69 e successive modificazioni ed integrazioni.
 
Lo stesso decreto legislativo prevede, inoltre, al comma 10 dell’articolo 1 l’applicazione per il personale iscritto al Fondo Volo delle disposizioni in materia di minimo contrattuale, vale de per la generalità dei lavoratori (art. 1, comma 1, D.L. 9/10/989 n. 338, convertito in legge 7/12/1989 n. 389).
 
Il medesimo comma 10 del predetto decreto precisa infine che, in assenza di contratti collettivi nazionali di lavoro, “ i limiti minimi di retribuzione per ciascuna categoria professionale sono stabiliti con decreto del ministro del Lavoro,sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative delle categorie professionali che concorrono al Fondo.
 A tali limiti vanno comunque adeguate le retribuzioni contrattuali che risultino inferiori agli stessi.”
 
In applicazione della citata disposizione con decreto del ministero del Lavoro e della previdenza sociale (D. M. 21 luglio 200 pubblicato sulla G.U. n. 180 del 3/08/200) sono stati stabiliti i limiti minimi di retribuzione imponibile mensile per ciascuna categoria professionale interessata.
 
La retribuzione imponibile ai fini contributivi del personale iscritto al Fondo Volo, determinata secondo le suesposte modalità, non può essere, in ogni caso, inferiore al limite minimo di retribuzione giornaliera che, per l’anno 2009, è pari a Euro 43, 49.
 
Rapporti di lavoro a tempo parziale.
 
Si rammenta che per i rapporti di lavoro a tempo parziale trova applicazione l’art. 1 della legge n. 389 del 1989, ferma restando la nozione di retribuzione imponibile definita dall’art. 6 del D. lgs. N. 314 del 1997.
 
La retribuzione cosi determinata deve, peraltro, essere ragguagliata, se inferiore, a quella individuata dall’art. 1, comma 4, della legge n. 389 del 1989, confermato dall’art. 9 del D. lgs. N. 61 del 2000.
 
Dette norme stabiliscono che la retribuzione minima oraria da assumere quale base di calcolo dei contributi previdenziali dovuti per i lavoratori a tempo parziale, si determina rapportando alla giornate di lavoro settimanale ad orario normale il minimale giornaliero di cui all’art. D.L. 9/10/1989 n. 388 e dividendo l’importo cosi ottenuto per il numero delle ore di orario normale settimanale previsto dal contratto nazionale di categoria per il lavoratore a tempo pieno.
Pertanto, a decorrere dall’1/1/1989, vige un apposito minimale di retribuzione oraria applicabile ai fini contributivi per i rapporti di lavoro a tempo parziale, in linea generale, nell’ipotesi di orario normale di 40 ore settimanali, il procedimento di calcolo è il seguente:
 
Euro 43, 49 X (6/40) = Euro 6,52
 
Il Direttore Generale