BLUE PANORAMA: da un padrone… all’altro!

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BLUE PANORAMA: da un padrone… all’altro!

La Proprietà non accoglie l’invito del Ministro a ristabilire un clima più sereno

La storia di Blue Panorama, a raccontarla, genera una sensazione di stupore ed incredulità.

La rabbia, invece, è il sentimento che pervade i dipendenti, verso i quali è marcato il disinteresse delle Proprietà che si sono succedute.

Il vettore, nato circa 20 anni fa, è riuscito ad uscire da una crisi pressoché irreversibile durata oltre tre anni grazie al lavoro dell’avvocato (commissario straordinario) Giuseppe Leogrande il quale, grazie ad una magistrale operazione, condotta con una virtuosa concertazione con le parti sociali, è riuscito a far rinascere, ad ottobre 2016, sulle ceneri della Società in Amministrazione Straordinaria, una newco snella e priva di passività grazie al sostegno economico del Ministero dello Svilippo Economico (attraverso un accordo con le scriventi).

La vendita effettiva della compagnia aerea si è concretizzata lo scorso dicembre quando il gruppo UVET, leader italiano in ambito turistico, ha presentato l’offerta vincolante per rilevare la compagnia aerea fondata da Franco Pecci.

Luca Patanè, patron del Gruppo UVET e nuovo proprietario, dichiarava: “Sia chiaro che io compro la compagnia dal Ministero dello Sviluppo Economico e non da Franco Pecci. Conosco bene il fondatore del vettore, ma la mia offerta è per il Ministero”.

Un deciso sospiro di sollievo per i dipendenti che, vicini ad un possibile default del vettore, hanno potuto apprezzare l’operazione che li ha liberati da un padrone controverso, detentore unico ed incontrastato delle regole di lavoro applicate, vendicativo e repressivo, con metodi che definire antisindacali è riduttivo.

Invece, DI MALE IN PEGGIO…

A partite dal ‘passaggio di mano’ del Vettore, pertanto per tutto il 2018, il management della Compagnia, che nei ruoli chiave continua ad operare in continuità con la vecchia gestione in modalità e metodologia, ha eluso con forza, anche attraverso azioni con certo profilo di antisindacalità (ha fondato un’associazione sindacale interna, in palese violazione della legge 300/70) con il preciso obiettivo di sostituire le rappresentanze dei lavoratori regolarmente costituite.

Gli scioperi, sei in rapida sequenza effettuato con grande partecipazione da Piloti ed Assistenti di volo, sono stati attivati per far ripartire quel dialogo necessario per stipulare il primo contratto Collettivo Aziendale di Lavoro a superamento delle regole interne vecchie di vent’anni (un’opaca condotta aziendale in occasione degli stessi ha portato la Commissione di Garanzia competente ad esprimersi in materia invitando le parti a ripristinare un corretto sistema di relazioni).

Un contratto che già vede alcuni articoli sottoscritti fra le parti.

Ritenendo di dover comunque ottenere a tutti i costi quel dialogo senza gravare sulle casse della Società e ritenendo che i disagi ai passeggeri andassero limitati nel periodo natalizio oramai alle porte, nel quale la Società matura più utili, abbiamo attivato la mediazione del Ministero del Lavoro che, attraverso il sottosegretario On. Durigon ed il capo della sua segreteria, dottor Fontana, ha proceduto a mettere tutte le parti attorno ad un tavolo, per ben tre volte.

L’ultima il giorno 13 novembre. Abbiamo nostro malgrado dovuto registrare il fatto che l’Azionista non ha alcuna intenzione di avviare un percorso virtuoso di concertazione con i propri dipendenti.

Nonostante la Compagnia che ha rilevato sia stata sostenuta proprio dal dicastero dello Sviluppo Economico con un sostegno milionario e sia stata traghettata in direzione opposta rispetto ad un probabile fallimento dagli stessi lavoratori.

Ripetere cosa non va può risultare superfluo, ma si ravvisano indiscutibili violazioni delle normative nazionali ed europee in materia di regole di impiego, una gestione ‘feudale’ che continua a non risparmiane aggressioni ai lavoratori (5 i licenzianti, a nostro avviso immotivati, comminato negli ultimi mesi), una preoccupante occultamento di fatti inerenti la sicurezza che sono già oggetto di analisi da parte degli enti competenti.

Il Ministro del Lavoro, attraverso il suo staff, ci ha garantito un ulteriore tentativo, in tempi brevi, volto a conoscere le reali intenzioni del Vettore che, fra l’altro, non ha mai smentito le indiscrezioni che vedrebbero lo spostamento di parte delle attività oggi italiane presso l’isola di Malta, con effetti negativi sull’occupazione e tutti da verificare sul profilo legale e fiscale.

È DEL TUTTO EVIDENTE CHE, IN ASSENZA DI RILIEVO IMMEDIATI CHE LA POLITICA STA OSTINATAMENTE RICERCANDO, VERRANNO ATTIVATI TUTTI I PERCORSI AL MOMENTO SOSPESI A TUTELA DELLE CATEGORIE.

Alla definitiva ricerca della tranquillità e della sicurezza che meritano.

Roma, 15 dicembre 2018

ANPAV – ANPAC