È TEMPO DI CERTEZZE E PROSPETTIVE PER I ‘DIPENDENTI LOW COST’ ALITALIA

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È TEMPO DI CERTEZZE E PROSPETTIVE PER I ‘DIPENDENTI LOW COST’ ALITALIA

È di ieri la notizia che il Governo sta valutando una eventuale integrazione in Alitalia di alcuni asset di Air Italy.
L’attuale situazione di Alitalia al momento continua ad apparire confusa e nonostante lo stanziamento di tre miliardi di euro da parte del Governo, non si hanno notizie sulla formazione della cosiddetta Newco (oppure di due Newco).
È infatti opportuno ricordare l’esistenza della compagnia aerea Alitalia CityLiner che orbita nell’universo Alitalia come Io attorno a Giove. Raramente si parla dei satelliti.
Come Alitalia, Cityliner applica il CCNL ma sconta la follia di coloro che hanno deciso che lo stipendio di un assistente di volo (o di un pilota) debba dipendere dal peso dell’aereo su cui vola, come se l’equipaggio dovesse caricarlo in spalla!
Ciò dovrebbe determinare, secondo le ultimissime disposizioni ministeriali, che tutte le compagnie aeree aventi aerei sopra le 50 tonnellate pagheranno ai loro assistenti di volo (e piloti) stipendi ben più alti di quelli dei colleghi Cityliner.
Il dumping salariale che si vuole superare tra Alitalia e le Compagnie low cost in realtà esiste e prospera all’interno della stessa Alitalia che tanto lamenta la concorrenza sleale delle low cost.
Pagare i dipendenti di Cityliner meno dei dipendenti delle low cost non è concorrenza sleale?
A questo punto, vista l’enorme tara contenuta in un contratto nazionale che pretende di su- perare il dumping e che invece lo avalla e addirittura lo regolamenta, come si può da parte di tutti gli attori coinvolti non pretendere un nuovo contratto che superi quello attuale e tenga conto del nuovo scenario?

Una contrattazione di primo livello con una normativa valida per tutti ed un salario minimo che assicuri pari dignità a tutti i naviganti.
Questa sarebbe una proposta valida.
Altra questione è l’eventuale assunzione in Alitalia dei colleghi Air Italy.
I dipendenti Cityliner stanno aspettando da anni la regolamentazione della cosiddetta ‘circolarità’ che avrebbe dovuto vedere il graduale passaggio dei naviganti da Cityliner ad Alitalia senza dimenticare anche un altro punto cruciale: l’esistenza di 25 lavoratori stagionali tra AV e P2 che da anni attendono di essere stabilizzati e che ancora una volta vedrebbero vanificati i loro sacrifici.
Si tratta di lavoratori con un’esperienza lunghissima (addirittura trentennale per alcuni di loro) , che in seguito a fallimenti e fusioni si sono trovati a ‘ritornare stagionali’.
La loro professionalità dispensata con passione e sacrificio in Alitalia non deve e non può essere dispersa.
A questo punto la questione fondamentale, quella che potrebbe risolvere tutto o quasi, riguarda la costituzione della Newco che il Governo continua a paventare come imminente ma che è stata rimandata ormai troppe volte.
Come si può pensare di includere i lavoratori di altre compagnie in una Alitalia che al momento vede diminuire il numero dei suoi aerei? Chi farà le spese di questi accordi politici? Quando verrà costituita la nuova Compagnia? Come? Ci sarà un nuovo CCNL?
Sono queste le questioni che hanno bisogno di una risposta immediata per delineare il futuro di tutti noi.
Roma, 13 giugno 2020

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