Indennità di maternità: precisazioni.

Comunicato ai lavoratori del gruppo
12 Maggio 2008
Contributi non dedotti anno 2008
20 Maggio 2008

Indennità di maternità: precisazioni.

Alla luce delle comunicazioni diffuse da altre sigle sindacali circa la presunta risoluzione del “problema” indennità di maternità, siamo a fornire alcune precisazioni in merito.
Ciò per sgomberare il campo da eventuali dubbi e fornire un’ informazione completa e corretta.
Innanzitutto,  salutiamo favorevolmente il lavoro svolto da una sigla sindacale che, come noi, ha creduto nel percorso legale a rivendicazione dei diritti economici delle lavoratrici in maternità. Ciò ha prodotto una prima sentenza favorevole. Il contendere, ricordiamo, è l’inadeguatezza degli importi erogati durante il periodo di maternità a partire da marzo 2006.
Senza entrare nel dettaglio tecnico, sul quale rimaniamo a disposizione, teniamo a precisare che: la vittoria della causa interessa solo la ricorrente ed esclusivamente per la maternità a cui si riferisce.
Vi ricordiamo, inoltre, che le cause hanno diversi gradi di giudizio.
Relativamente alla diffusione di informazioni circa un “corretto” pagamento delle maternità a partire da gennaio 2008, precisiamo quanto segue:

ciò che dal gennaio 2008 è cambiato (favorevolmente) é il riadeguamento dei minimi tabellari (a 42,14  euro giornalieri).

 

Tale adeguamento, apportato da Ipsema, è stato ottenuto grazie alle continue sollecitazioni sindacali (la Scrivente è in prima linea sul tema) ed innalza leggermente la retribuzione minima mensile delle lavoratrici in maternità.

 

Ribadiamo che tutte le lavoratrici andate in maternità dopo in 17 marzo 2006 (data di pubblicazione della circolare contestata), comprese quindi  le maternità da gennaio 2008, devono ricorre legalmente, contro Ipsema, per aver diritto al pieno “riconoscimento economico” . I nuovi minimi non  risolvono il problema, lo alleviano.

 

In merito all’importo dell’assegno di maternità erogato alle lavoratrici in part-time, l’Associazione ha incontrato Ipsema. Quest’ultima ha dato disponibilità a rivedere e chiarire le indicazioni circa l’attuale sistema di pagamento (riproporzionamento), anche alla luce del fatto che l’indicazione dell’Ente potrebbe essere interpretata e lavorata in maniera diversa dalle varie compagnie, in quanto non chiara.

 

Sul tema a breve incontreremo l’Ente per chiarire i passaggi prima indicati. Ci riserviamo di valutare e ricorrere legalmente come nel caso della maternità “full-time”.

 

L’Anpav, da circa un anno,  sta seguendo oltre 40 cause di maternità in numerose compagnie aeree italiane (quindi, in diverse regioni) e intende raggiungere un risultato chiaro, garantista e non interpretabile, a livello nazionale (applicazione D.Lgs. 151/01).

 

Fa piacere scoprire un nuovo ed improvviso interesse da parte di alcune sigle sul tema.

 

Ciò deve servire esclusivamente a rafforzare le istanze delle lavoratrici.

 

Tuttavia, attenzione: senza adeguata preparazione, come nel caso di altre vertenze in atto, non si va lontano.

 

 

 

Roma, 15 maggio 2008                         

 

ANPAV