L’ACCORDO DEL 20 LUGLIO E I SOLITI OPPORTUNISTI DISSENZIENTI

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L’ACCORDO DEL 20 LUGLIO E I SOLITI OPPORTUNISTI DISSENZIENTI

 
La recente intesa del 20 luglio scorso, che come è noto è stata sottoscritta da Anpav e Cisl, con una differente articolazione temporale relativamente alla durata della solidarietà da parte di Avia e Cgil, è tuttora oggetto di analisi e dibattito, a volte aspro , sia in categoria che tra le varie sigle sindacali.
 
Quello che ci sentiamo di dire con molta franchezza e oggettività, e che questa intesa è prima di tutto conseguenza anche della situazione di crisi del trasporto aereo in generale, e della crisi specifica del brand di riferimento operativo di Eurofly.
 
Non si dimentichi che la vertenza è frutto di una situazione che vedeva l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo per 125 unità lavorative, e che l’aver individuato strumenti non traumatici, quali la solidarietà, per far fronte alle eccedenze produttive, rappresenta un elemento di estrema importanza e rilevanza.
 
E’ certamente a conoscenza di tutti cosa è avvenuto in altre realtà del trasporto aereo , dove la crisi ha determinato un forte ridimensionamento occupazionale e contrattuale, con strascichi che ancora si fanno pesantemente sentire.
 
In Eurofly, dopo una fase in cui tutti i sindacati sembravano decisi a mantenere un assetto unitario, sia sul fronte occupazionale che contrattuale, si è determinato, nel corso della trattativa, una disarticolazione da parte di Avia in modo marcato, e successivamente da parte della Cgil, in particolare sul problema della durata della solidarietà e della ultrattività contrattuale.
Noi abbiamo considerato queste posizioni puramente strumentali, per cui abbiamo ritenuto che garantire subito 4 anni di solidarietà legandola alla ultrattività contrattuale fosse prima di tutto un elemento di garanzia necessario, anche in considerazione della situazione di crisi esistente.
 
Inoltre l’accordo ha consentito la tutela del lavoro in tutte le sue forme, stabilizzando un certo numero di risorse entro dicembre, favorendo il ritorno del personale formato in Azienda negli anni precedenti, garantendo una sostanziale tenuta dei termini contrattuali, cercando migliorie di tipo gestionale la cui criticita’ era evidente per tutta la categoria che ne richiedeva la risoluzione..
 
A tutti coloro che in questo momento stanno alimentando il dissenso verso Anpav e Cisl, usando toni pesanti e diffamatori, rispondiamo con la convinzione di aver operato nell’interesse primario della categoria, preservandone gli assetti occupazionali e contrattuali, e adottando strumenti di garanzia in prospettiva del superamento della grave crisi che sta investendo il settore.
 
Tutto il resto è malafede, strumentalizzazione e la solita penosa politica delle iscrizioni sindacali, speculando, anche in questi difficili momenti, sulla disinformazione profusa tra i colleghi.
 
Crediamo che la categoria sia in grado di valutare il comportamento di chi, ben sapendo che qualcun altro ha ‘tolto le castagne dal fuoco’, decide di speculare e trarre vantaggio da presunti dissensi su questo o quell’elemento dell’accordo.
 
I delegati ANPAV, come sempre, sono a disposizione della categoria per tutti i chiarimenti sull’accordo.
 
Lì 30 luglio 2009
 

ANPAV