Assistenti di Volo e Piloti d’Italia in Cassa integrazione

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ASSISTENTI DI VOLO E PILOTI D’ITALIA IN CASSA INTEGRAZIONE
IL COVID -19 NON HA RISPARMIATO NESSUNO
di Ant. A. e Ca. Ama.

Roma, 22 maggio 2020 – Se fosse una partita a poker potremmo dire che si è conclusa con un all-in.
Purtroppo le fiches sul tavolo, in questo caso non indicano vincita ma i lavoratori del settore del trasporta aereo in cassa integrazione.
Tutte le compagnie aeree, secondo modalità e tempi diversi, hanno dovuto congelare operativo, vendita biglietti e risorse.
Tutte, seppur con diverso spirito di lungimiranza alla fine sono state costrette ad attivare la procedura di richiesta CIGS / Solidarietà.
Blue Panorama è un esempio eclatante in tal senso poiché ha attivato, senza accordo sindacale, un primo periodo di cassa integrazione in
deroga, con meccanismi retributivi di gran lunga inferiori e penalizzanti  per il personale navigante, per poi virare verso la CIGS lo scorso 20 maggio.
I sindacati hanno iniziato a metà marzo a lavorare  per assicurare al tutto il personale navigante un paracaduta sociale, i risultati sono stati buoni, si fa per dire.

Major e low cost hanno sottoscritto un accordo.
EasyJet ha fatto da apripista concludendo la procedura già il 27 marzo con 1451 unità, poi Ryanair con una cifra di poche decide di lavoratori più bassa rispetto alla sua concorrente 1366
e, a seguire, sempre in termini temporali, Volotea con 387, Vueling 320 naviganti, Blue Panorama 469, Norwegian 322, Air Dolomiti 309 e Albastar con 76 lavoratori e Blue Air aggiunge i suoi 72
naviganti.
È chiusa anche la trattativa azienda-sindacati per il Gruppo Alitalia (Alitalia SAI e la sua “regional” Cityliner).
La questione merita una precisazione sulle tempistiche più lunghe e il maggior coinvolgimento sindacale a causa del personale complessivamente coinvolto (quasi 3543 unità fra Piloti e Assistenti di Volo) e le procedure ispettive sull’utilizzo degli  ammortizzatori sociali ancora in attesa di “responso”.
Gli accordi di CIGS / SOD interessano tutto il Personale Navigante basato in Italia di ciascuna compagnia, nella quasi totalità dei casi sarà di un anno.
In aggiunta alla somma base, anticipata da tutti i vettori, è prevista anche l’integrazione del “Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale”, erogata
secondo i tempi della burocrazia, direttamente da INPS. L’importo complessivo sarà pari all’80% della media delle 12 retribuzioni precedenti.
Sono stati pattuiti anche incontri periodici azienda – sindacati durante tutto il corso del 2020 per verificare le modalità, i tempi di ripresa dell’operativo e il ritorno al lavoro del personale
navigante.
Va fatta menzione di ulteriori due compagnie che non stanno più operando: Air Italy, per cui è attiva una procedura di liquidazione ‘in bonis’ ed Ernest, che ha chiesto l’ammissione al
‘concordato in continuità’.
ANPAV

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