Una nuova Alisarda sul modello Air Corsica?

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• IL POTENZIALE INSULARE ITALIANO ALL’ULTIMA CHIAMATA PER UN’IDEA AMBIZIOSA DI TURISMO E MOBILITÀ

di Ca. Ama.

Roma, 5 giugno 2020 – Più e più volte si è discusso di Air Corsica come modello possibile per la continuità territoriale in Italia.

L’annuncio della liquidazione dell’11 febbraio di AirItaly ha aperto un capitolo relativo alla messa in sicurezza del futuro di circa un migliaio lavoratori tra piloti e assistenti di volo, la maggior parte di essi legati al territorio sardo perché già dipendenti dello storico vettore Alisarda, poi Meridiana e ora AirItaly.

Tutte queste società, nonostante vari passaggi di proprietà e fusioni, hanno garantito negli ultimi 50 anni la connessione Sardegna- continente.

Già in tempi non sospetti Luc Bereni, presidente del CDA di Air Corsica, in un’intervista a L’Unione Sarda aveva dato la sua disponibilità all’avvio di un dialogo “per discutere e collaborare su un’intesa in grado di fornire i servizi di trasporto ai sardi”.

La Corsica così come la Sardegna per anni è stata vittima della sua più grande risorsa, il turismo.

L’isola francese vedeva nel periodo di alta stagione l’aumento di voli e compagnie aeree che offrivano numerose connessioni verso il continente anche a prezzi vantaggiosissimi; tale affluenza, tuttavia si annullava nei periodi invernali, penalizzando fortemente chi decideva di restare nella regione.

L’unica soluzione possibile poteva essere fare i reali interessi dell’isola transalpina.

Certo dal punto di vista normativo all’epoca la Comunità Europea imponeva meno vincoli e Air Corsica è nata grazie all’immissione, per la maggior parte, di capitali pubblici; poi si sono aggiunti quelli di Air France e di altri sei azionisti di minoranza.

In tal senso il nuovo DL Rilancio, rappresenta la chiave di volta per riavviare il settore dei Trasporti e
in maniera più significativa lo è per il comparto aereo. C’è grande attesa sulla direzione che il governo dovrebbe prendere. Le aspettative sono alte e sicuramente ci si aspetta un’azione nell’interesse della tutela del mercato del lavoro.

Le potenzialità offerte dalle due grandi isole italiane, va aggiunta al quadro anche la Sicilia, danno spazio all’avvio di un progetto virtuoso per i territori stessi.
Se i consigli della piccola Air Corsica possono essere sicuramente illuminanti, le intenzioni italiane possono decisamente andare oltre: basti pensare che il nostro traffico insulare supera di gran lunga quello dell’isola francese e potrebbe generare iper connessioni anche con altri segmenti di business (es. lungo raggio).

La riorganizzazione può e deve comprendere anche collegamenti con le isole minori come Pantelleria e Lampedusa che fanno fatica a trovare candidati per la gestione della continuità territoriale. Qui spesso il servizio pubblico diventa servizio minimo o disservizio.

Ritornando alla Crisi AirItaly, al momento la compagnia aerea ha all’attivo un solo incontro in ambito aziendale con i sindacati in cui si è discusso delle operazioni liquidatorie in corso.
Il prossimo 9 giugno il confronto si sposterà presso il Ministero dei Trasporti: le istituzioni avranno un gran da fare a partire da subito perché il mercato aereo necessita di tempi di reazione brevissimi, per evitare le ennesime azioni difensive e riparatorie.

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