RETRIBUZIONI SPEREQUATE TRA LE BASI: UNA PENALIZZAZIONE INSOPPORTABILE

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RETRIBUZIONI SPEREQUATE TRA LE BASI: UNA PENALIZZAZIONE INSOPPORTABILE

Mentre i colleghi impiegati sul Lungo Raggio godono giustamente di una retribuzione abbastanza omogenea, a prescindere dalla base in cui operano, sul medio raggio continuiamo ad assistere ad una inaccettabile differenziazione di retribuzione.

 

Sappiamo che uno dei principi cardine dei contratti di lavoro è che a parità di qualifica e di anzianità deve corrispondere una retribuzione equanime, e le differenze, se giustificate, da diverse localizzazioni operative, se presenti, non devono essere macroscopiche.

Invece avviene che i colleghi impiegati sulle basi cosiddette periferiche continuano a soffrire di un differenziale retributivo che a fine anno arriva anche a diverse decine di migliaia di euro.

 

Se a ciò si somma il fatto che la localizzazione su queste basi non è frutto di una scelta personale, ma di una imposizione aziendale, ecco che ne viene fuori un mix di malcontento e senso di ingiustizia subìta, del quale l’azienda dovrebbe tenere in dovuto conto.

 

Il paradosso è che colleghi detentori anche di anzianità considerevoli si ritrovano con retribuzioni più basse rispetto a colleghi CTD assunti ad esempio su Roma, o di colleghi, sempre assunti su Roma, ma con anzianità notevolmente inferiori.

 

Tutto ciò è anche frutto di politiche di lobby perpetrate in questi anni, che hanno, di volta in volta, a seconda dello sponsor sindacale di turno, favorito o sfavorito fasce categoriali, in dispregio delle più elementari regole di equità e correttezza.

 

Gli assistenti di volo CAI sono soggetti ad un unico e solo contratto di lavoro, che consentirebbe, così com’ è strutturato, dei salari che dovrebbero essere bilanciati per settore.

Troppo forti quindi le differenze economiche tra basi, con le periferiche a soffrire di un volato medio mensile  troppo basso, che in molti casi crea serie difficoltà a mantenere un tenore di vita decoroso.

Se in un primo momento, si poteva cercare un’attenuante nella "nuova Azienda" per questioni di "rodaggio", oggi,  ad oltre 22 mesi dall’avvio, l’azienda ha il  dovere di confrontarsi con il sindacato per trovare una soluzione ad un problema che è diventato serio.
Le soluzioni ci sono, e passano ad esempio attraverso la concessione dei part-time, soluzione che genererebbe a catena trasferimenti e riallineamento del volato.

Ma passano anche attraverso l’applicazione di principi di equità e considerazione delle anzianità, nell’assegnazione delle basi di impiego, principi fino ad oggi vilipesi a favore di una politica di ‘privilegio’ determinata da ‘padrinati’ di vari natura e superficialità aziendale.

Roma, 2 dicembre 2010              

RSA ANPAV