UNO PIU’ UNO … UGUALE CRISI?

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UNO PIU’ UNO … UGUALE CRISI?

Prudenza responsabile o ennesimo pianto greco?

Le recenti comunicazioni aziendali scuotono un clima giù preoccupantemente statico che ha nell’immobilismo ad oltranza il suo leit motif. 

L’Azienda, che risulterebbe programmaticamente in una fase di crescita (lo ricordava non molti giorni fa il nuovo AD) e "vicina al pareggio", ha comunicato alla compagine sindacale che il previsto programma di stabilizzazioni a T.I. dalla subirà un ritardo, specificandone i motivi.

Quest’ultima, citiamo testualmente, teneva a rappresentare "la situazione relativa al mercato e alle previsioni operative, evidenziando la mancata polarizzazione stagionale delle attività operative e le negative ripercussioni della congiuntura economica complessiva sul traffico passeggeri tipico della Compagnia, a cui si va ad aggiungere, interini du ulteriori problematiche in prospettiva, la denuncia dell’Autorità per la Concorrenza del 17 aprile."

Il passaggio su citato, preoccupante ben oltre il contesto di riferimento, richiede il massimo impegno delle Parti sociali a tutela del Valore della Società, da sempre sotto attacco: l’ardito progetto industriale che ha visto nei dipendenti la parte maggiormente lesa deve prevedere la sua naturale evoluzione ovvero lo sviluppo e la riconsiderazione delle risorse al momento "ancora al palo".

Ed a sostegno di questi ultimi ed in direzione della soluzione delle tante problematiche sul campo, talune delle quali risolvibili unicamente con la buona volontà delle parti, talaltre con l’assunzione delle reciproche responsabilità (v.di problematica "contenzioso") che si incentreranno i nostri lavori futuri.

Con stupore, anche da parte di un Ente  non uso al commento, in seguito alle vibranti lamentele del sindacato e dei dipendenti in merito alla comunicazione aziendale che, per il terzo anno consecutivo, posticipava il previsto termine individuato per il riscontro delle ferie estive richiesto dal PNC, impedendo, di fatto al personale di programmarsi la vita, rispondeva subliminalmente con taglio "politico". 

Di seguito l’interessante dettaglio: "Come purtroppo noto lo scenario del trasporto aereo commerciale subisce in maniera straordinaria gli effetti negativi, dell’andamento incerto dell’economia globale.  Il peggioramento di alcuni dati, come ad esempio il valore del costo del petrolio ormai stabilmente sopra i 120 euro a barile, ci costringono, così come succede in tutte le altre realtà a noi affini, a continui riallineamenti delle strategie di business coerentemente con tali cambiamenti di scenario. Pertanto  alcuni voli e direttrici, che sembravano essere a valore positivo, si sono rivelati, per l’aumento dei costi e la contemporanea flessione del numero dei clienti,   non più remunerativi. L’azienda ha dovuto di conseguenza  riallineare le proprie strategie commerciali, variando significativamente l’assetto del nostro Network, anche per la stagione estiva. Ancora oggi, siamo impegnati in un profondo lavoro di riallineamento dell’attività, nel tentativo di sfruttare al massimo, l’unico periodo dell’anno che offre l’opportunità di cogliere risultati significativi."

Orbene, nel non sottovalutare il piglio aziendale a ribadire che l’"acqua é poca…", siamo convinti che solo attraverso un ininterrotto lavoro congiunto di monitoraggio e analisi proattiva dei fenomeni sia possibile uscire dal guado.

A patto che non si creino guadi artefatti.

Perché l’impegno prioritario e preminente sono i lavoratori: sono questi ultimi a creare i freddi numeri  unicamente tanto cari a qualche burocrate.

Disponibili a coniare nuove ricette (numerose quelle già presentate all’Azienda ed apparse indecenti Accordi di altre Categorie: speriamo sia di buon auspicio) e con la parola ALIBI da tener chiusa saldamente nel cassetto, continueremo a proporre ed esigere un confronto imprescindibile.


ANPAV