VOLOTEA E IL CORONAVIRUS… LA CRISI LA PAGHINO PILOTI ED ASSISTENTI DI VOLO

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VOLOTEA E IL CORONAVIRUS… LA CRISI LA PAGHINO PILOTI ED ASSISTENTI DI VOLO

VOLOTEA E IL CORONAVIRUS… LA CRISI LA PAGHINO PILOTI ED ASSISTENTI DI VOLO… ai quali viene ‘richiesto, poi richiesto ancora, poi consigliato, e poi ancora suggerito, di …’ richiedere, “spintaneamente” e con urgenza, aspettativa non retribuita.
E’ incredibile come, con un’emergenza come quella attuale, ci sia in Italia un operatore aereo che, in barba a qualsiasi rispetto per le regole e per il sociale e continuando
a snobbare le rappresentanze dei lavoratori regolarmente costituite, prova a scaricare sui dipendenti i minori ricavi derivanti dall’emergenza Coronavirus.
Volotea non si limita a chiedere agli equipaggi se vogliono prendere aspettativa non retribuita vista la carenza di attività, ma omette di attivare le protezioni sociali e fa improprie
pressioni, al limite della minaccia, sui colleghi perché “spintaneamente” prendano aspettativa non retribuita sgravando i conti dell’azienda ma senza alcuna protezione sociale.
Volotea ha inviato a piloti e assistenti di volo una comunicazione aziendale con quale sollecita, su base volontaria, a optare per l’assegnazione di ferie o aspettativa non
retribuita, quali uniche misure per fronteggiare la crisi.

IN ITALIA, PER FRONTEGGIARE LE CRISI AZIENDALI, ESISTONO APPOSITI STRUMENTI DI AMMORTIZZAZIONE SOCIALE (ES. SOLIDARIETÀ DIFENSIVA,
CIGS) CHE POSSONO ESSERE CONCORDATI CON LE RAPPRESENTANZE DEI LAVORATORI, MEDIANTE SPECIFICI ACCORDI.

Contrariamente a Volotea, tutti i vettori che operano in Italia (solo per citarne alcuni: EASYJET, RYANAIR, BLUE AIR, ALITALIA, AIR DOLOMITI, VUELING, BLUE PANORAMA)
si stanno confrontando con il sindacato per individuare misure per fronteggiare la crisi.
VOLOTEA, pur di non parlare con i lavoratori in forma collettiva, spinge per misure penalizzanti, a carattere individuale, assolutamente insostenibili dai singoli.
Stiamo recuperando elementi per agire formalmente nei confronti delle figure aziendali che esercitano pressioni, stante l’assoluta libertà di aderire o meno a misure volontarie,
così come previsto dalla legge italiana.
Al contempo, abbiamo sollecitato ancora una volta l’azienda di astenersi dal procedere in tal senso.
Rimane ancora tempo (poco) per potere gestire congiuntamente la crisi senza imboccare strade senza ritorno: rivolgeremo quindi un ulteriore appello alla proprietà.
MUÑOZ REALIZZI CHE L’ITALIA È UN PAESE DI REGOLE E PARTECIPAZIONE.
CHE DA IL MEGLIO DI SÈ SOPRATTUTTO QUANDO L’EMERGENZA LO RICHIEDE
O, COME IN QUESTO CASO, LO IMPONE!!!

Pertanto, receda dalla sua incomprensibile chiusura nell’interesse dei dipendenti, delle loro famiglie e del business.
Rimaniamo a disposizione dei dipendenti presso i contatti dei nostri delegati ed ai recapiti delle associazioni presenti su tutti i canali disponibili.
Roma, 12 marzo 2020
ANPAC – ANPAV

20200312VOEANPAVANPACVolantinoEmergenza.pdf