Fregi, vendite e servizi di bordi Scelte imbarazzanti di un’azienda bloccata.

Comunicato Stampa FAN
8 Febbraio 2008
Solidarietà: Ultimo Atto
19 Febbraio 2008

Fregi, vendite e servizi di bordi Scelte imbarazzanti di un’azienda bloccata.

Nonostante la difficile situazione, continuano le decisioni scriteriate di questa compagnia.

Un’azienda segnalatasi per la confusione di idee, la latitanza sui temi alti della professionalità, che prende decisioni spesso inopportune. 

Sui servizi di bordo siamo alla farsa, con forniture insufficienti che costringono i colleghi a fare miracoli per sopperire alle carenze. Senza contare la vergognosa inadeguatezza, per qualità e quantità, dei servizi offerti alle classi di maggior prestigio (quelle che portano denaro, per intenderci). La sensazione è che qualche addetto, poco pratico della realtà a bordo, si inventi risparmi e dinamiche avulse dal contesto professionale della categoria.

Purtroppo, tutto ciò è anche la conseguenza del mancato confronto con il sindacato, sulle problematiche nelle quali il contributo delle strutture di base deve risultare prezioso, per evitare decisioni controproducenti.

Sulle vendite di bordo dobbiamo denunciare una vera e propria schizofrenia aziendale. Le vendite sono davvero un’esigenza commerciale ed economica per l’azienda? Se sì, perché si fa di tutto per disincentivarle?

Palmari malfunzionanti, versamenti problematici, scorretto o assente contributo competenze 0,50% sul venduto, oscuro processo di accredito dei versamenti, mancate stampe della ricevuta di versamento, ecc.

Dulcis in fundo, un P2, oltre ad avere tutte le incombenze pari ad un portavalori, rischia, per la disorganizzazione aziendale, di vedersi addebitare anche provvedimenti disciplinari per ritardato versamento.

Parliamo dei nuovi fregi, imposti senza tener conto delle denunce sulla violazione della privacy, supportate da pareri del Garante, di cui non si sentiva assolutamente il bisogno. Fregi, tra l’altro, impresentabili per estetica e praticità. Siamo poi sicuri che tutti gli AA/VV abbiano dato il consenso all’azienda per il trattamento dei propri dati sensibili? Poiché, in mancanza di esso o di accordo sindacale, probabilmente non andrebbero utilizzati.

In tutto questo, brilla la latitanza della nostra Direzione, che evita il confronto con la categoria, sfugge le analisi e promuove iniziative inconcludenti.

La situazione di incertezza aziendale non può essere un alibi per chi ha la massima responsabilità sulle tematiche categoriali, e non siamo disposti ad accettare passivamente la logica dell’assistente di volo ‘parafulmine’ delle negligenze e delle decisioni incongruenti di funzioni sempre più inadeguate.

Roma, 14 febbraio 2008                                                                  RR.SS.AA. ANPAV – AVIA